musil - Museo dell'Energia Idroelettrica di Valcamonica

musil - Museo dell'Energia Idroelettrica di Valcamonica

Posizione

Via Roma 48
Cedegolo , BS
Musei
Musei, castelli e parchi archeologici
+39 0364 62 21 79
+39 342 84 75 113

Per prenotazioni e informazioni su visite guidate e laboratori didattici:
Tel. +39 342 84 75 113
cedegolo@musilbrescia.it


Per prenotazioni e informazioni sulla visita guidata al museo in combinata con la visita guidata alla Centrale di Edolo:
Cooperativa Inexodus
Tel. +39 0364 62 21 79
segreteria@inexodus.it


Aprile - Maggio - Giugno - Settembre - Ottobre - Novembre
Venerdì 14:00 - 18:00
Sabato 14:00 - 18:00
Domenica 14:00 - 18:00

Luglio - Agosto: tutti i giorni 14.00 - 19.00

Il museo è sempre aperto, su prenotazione.
Le visite guidate e i laboratori sono possibili, su prenotazione, durante tutto l’anno.
La sala da pranzo riscaldata è disponibile, su prenotazione, per pranzi al sacco.


Il piazzale d'ingresso preannuncia il filo conduttore del Museo: l'acqua. Essa scorre in due fontane che delimitano la piazzetta antistante l'ingresso: increspandosi su di un piano inclinato, e scendendo come un velo su un muro di ferro, per raccogliersi poi in una cavità a terra. Le allusioni riguardano i versanti alpini, la regimazione e le opere idrauliche presenti sul territorio del bacino imbrifero dell'Adamello. Un balcone panoramico consente un affaccio verso il fiume Oglio legando l'acqua alla sua naturalità. Le due grandi lame di ferro dell'insegna e della pensilina ci indirizzano all'ingresso.

Eccoci dunque visitatori di un percorso espositivo concepito come esperienza multisensoriale ed interattiva: prepariamoci ad ascoltare, guardare, toccare; a sperimentare, far funzionare, selezionare; a conoscere, comprendere, applicare; a stupirci, emozionarci, ricordare. Gli allestimenti del Museo sollecitano infatti un coinvolgimento fisico-razionale-emotivo: corpo, testa, cuore lavoreranno insieme per spiegarci la magica trasformazione di una goccia d'acqua in energia elettrica, con tutte le sue affascinanti coincidenze e conseguenze. Si può infatti seguire il "percorso dell'acqua", dal suo formarsi nell'atmosfera al suo precipitare sulla terra, dal suo condensarsi in ghiaccio al suo raccogliersi nei laghi alpini, dal suo imbrigliamento in dighe artificiali sino all'arrivo nella Centrale Idroelettrica dove, un po' magicamente, si trasforma in elettricità.

Entriamo: ci troviamo in un grande atrio. Davanti a noi una grande fotografia ci presenta la vecchia sala macchine in funzione. Stazionando nel punto di vista prospettico l'immagine fotografica, -semitrasparente su vetro- si sovrappone perfettamente all'immagine reale, mentre si aziona il sonoro delle macchine funzionanti: vediamo e ascoltiamo la sala com'era sovrapposta alla sala com'è oggi, con la sensazione, acustica e visiva, di essere entro la vecchia Centrale in produzione. Questa è la prima delle molteplici “esperienze instabili” che si incontreranno nella visita.

Già dall'ingresso viene utilizzato il segno della luce per guidare il pubblico nello spazio espositivo: l'atrio e la sua caratterizzazione architettonica rafforzano l'impressione del mutamento e della trasformazione. All'estremità del vetro segni leggeri di luce illustrano da un lato la mappa del Museo, e dall'altro la memoria del Museo, una videoproiezione di filmati di repertorio che ricordano e ci parlano, delle cose, delle storie, della cultura del luogo. Dopo una breve pausa di attesa inizia il viaggio della goccia d'acqua: dal suo formarsi nell'atmosfera come condensazione del vapore acqueo fino al liberarsi della sua energia cinetica entro la turbina.

La sala delle sfere ci porta tra terra e cielo: siamo nell'atmosfera, penetriamo nelle nubi, nella pioggia, nel vento, nei temporali, nelle nevicate; immagini, suoni, umidità, temperatura, luci ci portano dentro i fenomeni metereologici, dove la goccia d'acqua si forma e cade sulla terra. Una doppia videoproiezione su calotte semisferiche contrapposte dà l'avvio alla nostra storia di trasformazioni. La goccia scende, si raccoglie in un rivolo, confluisce in un torrente.

L'acqua si raccoglie nei laghi artificiali, raccontati nella stanza delle dighe: un'installazione multimediale documenta la loro formazione e ne descrive forme, caratteristiche, ecosistema. L'allestimento sviluppa in particolare il tema dei bacini, raccontando la costruzione ed il funzionamento delle dighe e i grandi lavori idroelettrici: incontriamo modelli di dighe e sbarramenti, visualizzati e spiegati su una grande superficie curva che ricorda la forma di una diga.

Lateralmente, una serie di videoproiezioni raccontano, per mezzo di documentari d'epoca e cortometraggi d'autore, l'epopea dei grandi lavori idroelettrici, la storia della costruzione di bacini, condotte, canali e opere idrauliche, realizzate spesso ad alta quota. Entro due nicchie avviene il racconto del lavoro: dai monitor le immagini dei protagonisti ci narrano episodi e dettagli del lavoro in miniera, nelle condotte, in alta quota, nelle Centrali, come un lungo ininterrotto diario pubblico. Le testimonianze del lavoro e della vita legata al lavoro e i filmati sui grandi lavori di costruzione ripropongono quella qualità particolare della trasmissione orale, del sapere e dell'esperienza personale di cui il Museo è veicolo di trasmissione.

Un grande cilindro di ferro ci permette ora una nuova esperienza materica e sensoriale: accompagnati da un rumore roboante attraversiamo una condotta forzata. La goccia d'acqua è controllata ed intrappolata entro la condotta che la indirizza alla turbina.

Siamo nell'ex sala macchine della centrale, dove è stato ricollocato un gruppo turbina-alternatore del 1903, simile a quello che qui realmente funzionava quando la centrale era in produzione. Aperto in alcuni punti opportunamente scelti, ci svela la sua struttura interna ed il suo funzionamento. L'azzurra macchina monumentale ci porta al cuore della Centrale e ce ne svela i segreti: muniti di torce luminose possiamo colpire le sue parti significative che, azionando automaticamente un sonoro, risponderanno raccontandoci il loro funzionamento.

La sala della turbina è un luogo dove l'esperienza sonora avvolge il visitatore in modo immersivo e lo coinvolge in una difficile ma fascinosa scoperta. Con l'aiuto di schermi video, attraverso filmati di animazione, possiamo conoscere i segreti –visibili e invisibili- di questo sistema complesso che, attraverso l'albero che unisce turbina e alternatore, trasforma il movimento prodotto dall'acqua in elettricità, compiendo il ‘miracolo' della trasformazione di energia. Le narrazioni ci consentono di comprendere il funzionamento delle macchine, di indagare i campi elettrici ed elettromagnetici, svelandoci i misteri della produzione idroelettrica.

Un breve percorso, una grande trasformazione: l'acqua è diventata energia. Ci troviamo ora nella zona “elettrica” dove macchinari e strumenti contenuti in teche, attivati col sistema delle torce luminose, si presentano e ci narrano la loro funzione e il loro lavoro. L'esperienza continua: attraverso due sistemi in rete di videogiochi possiamo simulare di produrre e regolare l'energia elettrica, di gestirla e distribuirla sul territorio.

Chiude il percorso l'Albero dell'elettricità, formato da un gruppo di tralicci storici e da una grande scintilla di aste luminose. Una scintilla gemella è poggiata esternamente sulla copertura, come se l'energia pulsante da esse visualizzata fuoriuscisse attraverso le pareti del Museo irraggiandosi in ogni direzione. La colonna sonora ambientale della Metamorfosi dell'energia, suite creata appositamente per il Museo e legata a sonorità derivate dagli elementi naturali e dagli oggetti tecnologici, ci riaccompagna verso l'atrio e la fine del percorso espositivo.

Possiamo però accedere al Teatrino dell'elettrostatica dove il ‘Mago dell'elettricità' mediante esperimenti e dimostrazioni, ci spiega e rende familiarmente comprensibili l'elettricità e i suoi fenomeni. Altri spazi di laboratorio ci permettono di approfondire e consolidare le conoscenze mediante attività operative appositamente progettate e calibrate alle varie fasce d'età. Possiamo infine accomodarci ai tavoli didattici del bar elettrico, oppure sederci nella piazzetta affacciata sul fiume.

Percorriamo infine le aree esterne del Museo dove possiamo osservare una raccolta di macchine e reperti idroelettrici, e la direzione di arrivo della condotta che alimentava le turbine della Centrale, posta sul versante oltre il fiume.


 

Laboratori didattici:

La proposta si rivolge a bambini e ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 14 anni e si prefigge di raccordare l’attività laboratoriale con la visita guidata a un museo che racconta la storia delle centrali idroelettriche della Valle Camonica.

Obiettivi:
- Stimolare la curiosità nei confronti del mondo della scienza e della tecnica, delle sue leggi e delle sue applicazioni.
- Favorire la partecipazione attiva e creativa degli studenti, attraverso la manipolazione e la sensorialità.
- Creare occasioni di approfondimento e riflessione in relazione alle sperimentazioni svolte nei laboratori.

Principali temi affrontati attraverso sperimentazioni, gioco e utilizzo di attrezzature specifiche:
- il magnetismo: esperimenti con le calamite, costruzione della bussola;
- elettrostatica: caratteristiche delle forze elettriche e dell’elettrizzazione per strofinio;
- elettromagnetismo: costruzione della pila e di un circuito elettrico;
- funzionamento del gruppo turbina-alternatore.

Tempi previsti:
- attività laboratoriale: 1 ora e 45 minuti - pausa di 15 minuti
- visita guidata al museo: 1 ora e 30 minuti

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